Sonnino By Cugini

Nuovi Estimi

Posted by AntonioCugini

Dal 13 agosto 2002, è diminuita l’imposta comunale sugli immobili e l’imposta sul reddito che i cittadini di Gaeta e di altri comuni della provincia di Latina pagano sulle abitazioni ( a cura di s. m.)

Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 159,del 6 giugno del 2002, ha rideterminato, in seguito ai ricorsi presentati dai comuni, le tariffe d’estimo dei seguenti comuni della provincia di Latina: Gaeta, Fondi, Minturno, Santi Cosma e Damiano, Cori, Pontinia, Priverno, Roccagorga, Sezze, Sonnino, Terracina. Il decreto è entrato in vigore il 13 agosto 2002.
Per quanto riguarda Gaeta, il decreto ha ridotto la tariffa delle abitazioni della categoria A, le case per intenderci. Ciò comporta una riduzione dell’Ici e dell’Irpef.


Come si deve pagare l’Ici a dicembre?

I comuni stanno dando scarsa o nulla informazione sul decreto, contravvenendo in ciò all’articolo 5 dello Statuto del contribuente, che prescrive che quest’ultimo debba essere informato.
Nella precedente edizione della pagina, confortati anche da quanto letto sulla stampa specializzata, noi abbiamo dato la seguente interpretazione: ”Per quanto riguarda l’Ici, i contribuenti possono calcolare l’imposta per il 2002 secondo le nuove tariffe e versare la differenza, tra quanto pagato a giugno e quanto dovuto sulla base delle nuove tariffe, in sede di pagamento della seconda rata a dicembre 2002.
Per gli anni precedenti possono chiedere il rimborso della maggiore imposta versata”
La circolare n. 7 DPF del 19 settembre 2002del Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento per le politiche fiscali, Ufficio federalismo fiscale, afferma invece quanto segue: “In sostanza, non vi è nelle norme in esame alcuna esplicita od implicita disposizione che induca ad attribuire valore retroattivo alle tariffe d’estimo in questione. Si deve pertanto ritenere che le stesse entrino in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto ministeriale che le ha rideterminate, e cioè il 13 agosto 2002. Da tale data sorge, poi, l’obbligo a carico dell’Agenzia del territorio di provvedere entro sessanta giorni all’inserimento negli atti catastali delle nuove rendite.

Va ulteriormente precisato che, in ogni caso, a norma dell’art. 5, comma

2, del D.Lgs. n. 504 del 1992, per il calcolo della base imponibile dell’ICI deve essere utilizzata la rendita risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione. Conseguentemente, anche per tale via vengono confermate le argomentazioni in base alle quali le rendite rideterminate a seguito delle modificazioni apportate alle tariffe d’estimo in esame non possono che produrre effetti ai fini dell’ICI dal 1° gennaio 2003.”

Al momento non abbiamo trovato commenti a questa interpretazione. Nella rete, il sito della Confedilizia continua a informare che i cittadini hanno diritto al rimborso per gli anni precedenti. Il sito dell’associazione dei contribuenti si limita a riportare quanto sostenuto nella circolare.

Noi abbiamo qualche dubbio su questa interpretazione dell’efficacia delle rendite anche ai fini Ici. D’altra parte questo dubbio è rafforzato dal fatto che la circolare in questione, mentre al punto 2 afferma quanto riportato sopra, svolgendo un ragionamento sull’efficacia delle rendite catastali, al punto 3 abbandona il discorso sulle tariffe introdotte dal d.m. 159 e esamina la possibilità di avere il rimborso ici per il 1993, a seguito delle tariffe determinate con decreto legislativo n. 568 del 1993 (che non ha nulla a che fare con il nostro caso). Esclude detto rimborso, ma nulla dice sulla possibilità di chiedere il rimborso sulla base del d.m. 159 del 2002. Anzi, proprio dalle norme e dalle fonti citate nella circolare, per escludere la possibilità di chiedere il rimborso per il 1993 a seguito delle tariffe determinate con il decreto legislativo 568/93, sembra emergere la validità dell’interpretazione da noi data sul rimborso e sul conguaglio per l’anno in corso.

La circolare citata, per sostenere che l’articolo 74 comma 6 della legge 342 del 2000 non si applica agli estimi determinati dal decreto legislativo 568 del 1993, afferma quanto segue: “Al riguardo, è opportuno precisare che, sulla scia delle argomentazioni assunte dal consolidato orientamento della Corte di Cassazione lo ius superveniens è, per sua natura, efficace rispetto ai rapporti non ancora definiti, mentre non spiega alcun effetto rispetto a quelli esauriti, per i quali sia intervenuto il giudicato, sia divenuto definitivo l’atto amministrativo o siano decorsi i termini di prescrizione o decadenza stabiliti dalle leggi che regolano i rapporti in questione (in senso conforme: sentenza del 9 giugno 1989, n. 2786, sentenza del 5 aprile 1994, n. 3242 e da ultimo sentenza del 15 marzo 1999 – 20 maggio 1999, n. 4904). Vi è poi da aggiungere che, come anche precisato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella sentenza 12 aprile 1996, n. 3458, nel vigente sistema tributario la restituzione di tributi indebitamente versati è soggetta alla decadenza stabilita dalle singole leggi di imposta, che nel caso dell’ICI, corrisponde, a norma dell’art. 13 del D.Lgs. n. 504 del 1992, al termine di tre anni dal giorno del pagamento. Invero, come si legge nella sentenza appena citata “Il principio dell’applicabilità del termine di decadenza…ad ogni ipotesi di rimborso di pagamento di tributi non dovuti, quale che sia la situazione giuridicamente rilevante da cui trae titolo il diritto alla ripetizione, appartiene ormai a un consolidato indirizzo della giurisprudenza di legittimità che si pone in coerenza con un orientamento normativo tendente in linea generale a realizzare la più sollecita definizione dei rapporti tra l’Amministrazione e il contribuente, e, a tal fine, ad assoggettare tal genere di richieste a termini brevi di decadenza anzichè all’ordinario più lungo termine di prescrizione previsto per l’azione di ripetizione esperibile nell’ambito del diritto comune”.”
Sulla base dei principi giurisprudenziali richiamati in detta circolare, essendo le nuove rendite il risultato dell’accoglimento di un ricorso, riteniamo che l’accoglimento del ricorso debba produrre effetti dal momento in cu detto ricorso è stato presentato, inoltre, essendo per l’anno in corso il rapporto non ancora definito, riteniamo che si possa conguagliare; infine, essendo non ancora scaduto il termine per chiedere il rimborso, riteniamo che il rimborso debba essere chiesto.

Comunque, ad evitare contenziosi inutili, consigliamo di inviare al comune la richiesta sotto riportata, invocando l’articolo 11 dello Statuto del contribuente e chiedendo una risposta entro i termini per il pagamento del saldo Ici.

Secondo tale norma il comune deve rispondere, entro 120 giorni, al cittadino e se non risponde il cittadino può pagare l’imposta secondo la sua interpretazione, non incorrendo in sanzioni in caso di errata interpretazione. Ecco quanto dice l’articolo 11 dello Statuto del contribuente: “1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all’amministrazione finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell’istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria. 2. La risposta dell’amministrazione finanziaria, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l’amministrazione concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, è nullo. 3. Limitatamente alla questione oggetto dell’istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dall’amministrazione finanziaria entro il termine di cui al comma 1. 4. Nel caso in cui l’istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l’amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell’articolo 5, comma 2…”

Come si calcola la nuova rendita

La nuova rendita per le abitazioni della categoria A si calcola moltiplicando la tariffa relativa alla zona censuaria, alla categoria e alla classe dell’immobile per il numero dei vani. Il numero dei vani, la zona censuaria, la categoria e la classe sono riportati nella visura sintetica per immobile fornita dal catasto.
Chi non è in possesso di tale visura, può chiederla al Comune che, avendo il collegamento on line con il catasto, ha tutti i dati aggiornati. In tal caso la nuova rendita è già riportata nella visura. Il comune, in virtù dello Statuto del contribuente, secondo il nostro parere, è obbligato a fornire i dati. Il Comune di Gaeta ha attivi due collegamenti on line con il catasto: uno presso l’ufficio urbanistico (piazza Traniello) e l’altro presso l’ufficio finanziario (piazza XIX maggio, secondo piano). In caso di rifiuto rivolgersi al Difensore civico.
Chi è in possesso della visura, per calcolare la nuova rendita, deve individuare la zona censuaria, la categoria e la classe e cercare, nell’allegato B al decreto, la corrispondente tariffa che deve essere moltiplicata per il numero dei vani.
Il risultato della moltiplicazione deve essere approssimato alla seconda cifra decimale. Se la terza cifra decimale è uguale a 5 o superiore, la seconda deve essere aumentata di 1, altrimenti resta invariata. Ad esempio: 1, 514 diventa 1,51. 1,515 diventa 1,52.
Una volta calcolata la rendita, il calcolo dell’ici deve essere effettuato nel seguente modo: aumentare la rendita catastale del 5% e moltiplicare tale somma per 100. A tale somma si applica l’aliquota Ici.
Esempio di calcolo della rendita catastale per un appartamento in zona censuaria 2 di Gaeta, categoria A/2, classe 3 e formato da 5 vani: Tariffa x 5, cioè 87,79767 x 5 = 438,99 euro.
Esempio di calcolo dell’Ici sullo stesso appartamento, nell’ipotesi che sia affittato:
Rendita catastale = 438,99 euro
Incremento del 5% = 21,95 euro
Somma Rendita + Incremento = 460,94 euro
Base per il calcolo Ici: 460,94 x 100 = 46094
Ici al 6,5 x mille = (46094 x 6,5)/1000 = 299,61 euro.
Se a giugno il contribuente ha pagato, sulla base della vecchia rendita, 195,98 euro, a dicembre deve pagare 299,61 – 195,98 = 116,07 euro.
Al fine di facilitare i calcoli, forniamo i dati relativi alle aliquote Ici per il comune di Gaeta:
Abitazione adibita ad abitazione principale: quattro per mille
Pertinenze abitazione principale: quattro per mille
Abitazione concessa in uso gratuito a parenti di primo grado, a condizione che il soggetto che la utilizzi vi abbia stabilito la propria residenza: cinque per mille
Abitazione data in locazione, con regolare contratto registrato: sei virgola cinque per mille
Abitazione tenuta a disposizione, diversa dall’abitazione principale: sette per mille
Abitazione di proprietà di anziano o con usufrutto, quando l’anziano è ricoverato in modo permanente in istituto di ricovero o sanitario e l’abitazione non è locata: quattro per mille.
Sull’abitazione principale vi è una detrazione di euro 103,29.
Le nuove tariffe di estimo sono riportate nell’allegato B del decreto 159, alle pagine sotto riportate:
Cori pag. 58
Fondi pag. 59
Gaeta pag 59
Minturno pag 60
Pontinia pag. 61
Priverno pag. 61
Roccagorga pag 62
Santi Cosma e Damiano pag 63
Sezze pag. 63
Sonnino pag 64
Terracina pag 65.

Schema per la richiesta di rimborso Ici


Al dirigente responsabile dell’Ici del Comune di Gaeta


Oggetto: richiesta di rimborso della maggiore ICI versata

Il sottoscritto ………………………………, nato a ………… il …………………, residente in …………… via ………………………………., codice fiscale ……………………………. proprietario dell’ immobile identificato dai seguenti dati del catasto dei fabbricati: foglio ……., particella …………… sub ……….., via …………………….. visto il decreto ministeriale n. 159 del 6.6.2002, che ha modificato le tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, chiede il rimborso della maggiore Ici versata per tutti gli anni per i quali la normativa vigente prescrive il rimborso.
Comunica, ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto del contribuente (e chiede, vista la ristrettezza dei termini indipendente dalla volontà dello scrivente, che sia data risposta entro i termini del pagamento del saldo Ici), che in sede di pagamento della seconda rata, verserà la differenza tra quanto dovuto in base alla nuova rendita e quanto versato con la prima rata.
Gaeta, …………………………..

Distintamente

Schema per la richiesta di rimborso Irpef1

Al dirigente responsabile dell’Ufficio distrettuale delle imposte di Formia

Oggetto: richiesta di rimborso della maggiore Irpef versata

Il sottoscritto ………………………………, nato a ………… il …………………, residente in …………… via ………………………………., codice fiscale ……………………………. proprietario dell’ immobile identificato dai seguenti dati del catasto dei fabbricati: foglio ……., particella …………… sub ……….., via …………………….. poiché a seguito del decreto ministeriale n. 159 del 6.6.2002, che ha modificato le tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, la nuova rendita catastale dell’immobile su indicato è euro ………, chiede il rimborso della maggiore Irpef versata per tutti gli anni per i quali la normativa vigente prescrive il rimborso.

Gaeta, …………………………..

Distintamente

1) Il rimborso irpef deve essere chiesto sicuramente da chi possiede più di un immobile. Chi è proprietario della sola casa in cui abita, lo può chiedere per gli anni in cui la detrazione prima casa non copriva l’intera rendita catastale. Occorre controllare la dichiarazione dei redditi.

Il rimborso può essere chiesto, con domanda da inoltrare entro il 31 dicembre 2002.

La presente scheda è aggiornata al 22 settembre 2002. seguiranno aggiornamenti ogni 10 giorni.

decreto Ministero economia finanze

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