Sonnino By Cugini

DEMAGOGIA E VERITA’

Posted by Antonio Cugini

Distinguere per non confondere.

L’ Italia è l’ unico paese undustriale dove il lavoratpre più povero paga sul suo reddito aliquote d’ imposta più alte del finanziere più ricco, 23% contro il 12,5%. E’ anche l’ unico grande paese nel quale i redditi personali non si sommano con imposte progressive (comprehensive income taxation). Ma è anche il paese dove le imprese , tra IRES  al 33% ed IRAP,  pagano,  sugli utili,  le imposte più alte . A differenza di chi, di fatto, ha favorito l’ evasione e l’ elusione fiscale con leggi specificamente varate, l’ attuale governo sta gradualmente intervenendo nel merito, per correggere queste anomalie-ingiustizie. (Sull’ IRAP ha già abbassato il costo del lavoro stabile di 5000 € per dipendente al nord e 10000 al sud). La destra, dopo i danni devastanti del quinquennio 2001-2006, che hanno di fatto relegato il paese Italia agli ultimissimi posti in ogni campo, non può far altro che urlare, alzar polvere per tergiversare nel merito, esteriorizzando il subconscio senso di colpa, evidenziato dalla maleducazione civica di troppi attori-propagandisti. Nel ricordare che un eletto, a prescindere dalla dimensione apicale del piccolo comune o della metropli più vasta, deve essere provvisto di basi apoditticamente autentiche, riconducibili alla propensione verso la tutela degli interessi generali, la demagogia quotidianamente esternata dalla destra, in primis i leaders, riflette una distorsione di carattere culturale che mina le basi del processo evolutivo in corso nel sistema democratico. Il conservatorismo di cui essa è diffusamente pervasa, implica aprioristicamente, come direbbe Kant, una strenua difesa di privilegi comunque conseguiti. A questo fine sarà  utile ricordare che il ns. paese è l’ unico a poter legittimamente falsificare i propri bilanci fino al 5% del proprio patrimonio complessivo, grazie alla famigerata depenalizzazione varata dal governo delle destre, ( in USA, dopo lo scandalo ENRON, detta pena è stata inasprita da 20 a 25 anni di detenzione). Il che non appare assolutamente essere una pura casualità, ma, al contrario,  un’ autentica causalità sul piano della violazione del principio dell’ egualitarismo. Se il fine di qualsivoglia sistema democratico è la libertà e l’ uguaglianza, il grado di civiltà di un paese è tanto più elevato quanto  la dignità dei cittadini viene rispettata e salvaguardata. La tutela degli interessi generali, non particolari, costituisce il comun denominatore del termine “politica” che, se per troppi, purtroppo, è territorio di conquista, nella sua accezione semantica implica il ” governo di una società in un territorio” a tutela non del bene comune, che riflette il piano religioso, come direbbe S. Tommaso, ma l’ interesse generale, appunto. Distinguere per non confondere, PLEASE!

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