Sonnino By Cugini

Oggi 2 novembre, giorno dei defunti

Posted by Antonio Cugini

Lo Statuto di un Partito ha la stessa importanza di una Carta Costituzionale.Stabiliti i principi valoriali di riferimento, (nel caso di una formazione Progressista riconducibili sinteticamente all’ ideologìa della solidarietà, con la centralità della dignità della persona, in antitesi all’ ideologìa del profitto, privilegiante la centralità ed il ruolo taumaturgico del mercato), si passa all’ articolazione organizzativa, con specifici approfondimenti dinruolo e funzione degli aderenti, non necessariamente attivisti o iscritti. Il livello di rispetto verso le regole elnunciate dallo Statuto, unitamente al rispetto verso i potenziali elettori, costituisce il vero cemento unificante, nell’ edificazione del fine prioritario di una formazione politica:” Il governo di una società in un territorio”. Poiché la Politica è esattamente questo, all’ insegna dell’ efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, a tutela esclusiva degli interessi generali, il buon senso, prima che la logica empirica, impone l’ osservanza la più armonica ed equilibrata possibile delle regole in generale, in particolare quando si è alla presenza di uno strumento importante come lo Statuto, appunto. Il PD il 16-02-2008 ha inteso agevolare il compito dei propri dirigenti, nel delicato ruolo di sintesi e rappresentanza verso elettori, iscritti ed attivisti, in caso di assunzione di scelte delicate, articolando un codice etico, integrativo dello Statuto, anche per evitare forzature e possibili abusi, tenuto altresì conto del livello di crescente sfiducia verso la Politica in generale ed i Partiti in particolare, atteggiamento facilmente sfociante nel qualunquismo diffuso, storicamente favorevole alla destra. Poichè la scelta di un candidato ad una carica istituzionale è “in ogni caso” sottoposta al ricorso alle Primarie, le modalità delle stesse vanno concordate, l’ unione fa la forza, con una coalizione la più ampia possibile (non solo Partiti, ma associazioni, movimenti, gruppi di opinione, etc.), bene ha fatto l’ Assemblea Nazionale del PD (art. 18 e 19 dello Statuto), ad articolare modalità ed approfondimenti finalizzati a rendere una candidatura investita di una legittimazione popolare, che è l’ esatto contrario dimuna nomina per co-optazione o quant’ altro estraneo ad un’ autentica cultura democratica. Non ci sarebbe stato bisogno di scomodare strateghi, ma un minimo di buon senso avrebbe consigliato :a) un approfondimento dei principi valoriali di riferimento, unificanti e condivisi dall’ intera Coalizione Progressista, autentica alternativa (quindi non alternanza, che è tutt’ altra cosa), sul piano culturale, prima che strettamente Politico, al governo della destra, non solo in ambito locale, responsabile dell’ aggravamento del fenomeno della “marginalizzazione non solo geografica, ma complessiva del Paese Sonnino. I problemi della nostra comunità sono di una complessità resa ancor più grave dalla macellerìa sociale dell’ oligarchìa plutocratica predominante nel nostro vecchio continente, dove il neo-liberismo o pensierno unico del “più ricco uno più ricchi tutti”, del “più mercato meno Stato”, pietre miliari dell’ ideologìa del profitto.Oggi come non mai il PD ha il dovere morale di porsi a guida e rappresentanza dei ceti meno abbienti, esplicitando empiristicamente e pragmaticamente il concetto di “democrazìa” (demos+cratos= governo del popolo), non di una democrazìa rappresentativa, ma PARTECIPATIVA. b)articolare un programma, col concorso di tutti i rappresentanti progressisti, nessuno escluso, partendo dall’ analisi delle criticità sistemiche, elencando le priorità degli interventi, elaborando una sobria ed equilibrata pianificazione, da proporre all’ attenzione degli elettori, i veri e massimi protagonisti della tornata elettorale, disponendosi ad un’ attenta capacità d’ ascolto, all’ insegna del rispetto autentico della dignità dei cittadini e delle regole, in armonìa col principio di solidarietà. E’ questo infatti l’ elemento distintivo di una comunità, come quella sonninese, considerata ufficialmente “zona depressa, con elementi strutturali difficilmente tendenti ad un miglioramento nel periodo di breve-medio termine”, non casualmente il penultimo paese dei 33 della Provincia di Latina in termini di PIL. In aggiunta, da non sottovalutare, il semi-analfabetismo diffuso, che agevola, con il diffuso stato di bisogno, speculazionismi da parte di nunzi apostolici (modello “fabbrica dei salami di Mazzocchio anni ’70″), dell’ IDEOLOGI’A DEL PROFITTO, il proprio, ovviamente.

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